RAPCO2 utilizza una tecnologia chimico-biologica per catturare la CO2 indoor e convertirla in alcol isopropilico (IPA). La combinazione di cattura e utilizzo permette di azzerare il consumo energetico della cattura e pulire l’aria indoor.
RAPCO2 sbrl
Viale Ciro Menotti, 48, Marina di Ravenna, Emilia-Romagna, 48122, Italia.
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Cattura e utilizzo di CO2 indoor
La nostra StartUp nasce come spin-off delle ricerche condotte dal Dipartimento di Chimica “G. Ciamician” dell’Università di Bologna, nel contesto del Campus di Ravenna. Qui, grazie all’unicità del contesto multidisciplinare, persone con competenze in ambiti diversi quali chimica ambientale, cambiamenti climatici, ingegneria e scienze dei materiali hanno potuto dare vita ad un nuovo modo di pensare l’innovazione che nasce dalla passione che unisce tutti loro: la natura e la sua meravigliosa capacità di dare vita a processi stupefacenti come trasformare un respiro nel cambiamento del futuro. In un mondo in cui le emissioni di CO2 e le temperature globali sono in continuo aumento e le persone si concentrano in grandi città, la necessità di condizionare l’aria per garantire il benessere delle persone risulta centrale. Gli impianti di condizionamento, ormai quasi ubiquitari, hanno il difetto di ricircolare l’aria interna, con conseguente aumento dell’anidride carbonica prodotta dalla semplice respirazione. Essendoci l’obbligo di importare aria esterna per mantenerla salubre, ciò comporta un significativo aumento dei costi di condizionamento, oltre a far entrare negli edifici grandi quantitativi di aria spesso ricca di particolato dannoso per la salute. RAPCO2 ha sviluppato un processo di cattura e utilizzo della CO2 in grado di ripulire l’aria già condizionata, riducendo i costi di condizionamento e creando un ambiente indoor più vivibile (aria “better than outdoor”). RAPCO2 non ha creato una semplice macchina per pulire l’aria, ma un dispositivo corrispondente un intero ettaro di foresta in un solo metro quadro. Come una foresta, la nostra soluzione cattura il CO2 e ne ricava chemicals ed eFuel sfruttando una biotecnologia che abbatte i costi di rigenerazione del materiale di cattura a un terzo di quelli dei nostri competitor. Crisi climatica, sostituzione del petrolio, qualità dell’aria, idrogeno verde e costo del condizionamento dell’aria: cosa accomuna questi problemi? La loro risoluzione: RAPCO2. L’idea di RAPCO2 nasce nei Laboratori “R. Sartori” nel Campus Scientifico di Ravenna, sotto l’egida del Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna. Questa struttura è un esempio unico di condivisione tra le discipline scientifiche, volto a comprendere e risolvere problemi ambientali. Sviluppando tecnologie sostenibili in diversi ambiti scientifici, ci è capitato di lavorare contestualmente su temi quali l’anidride carbonica, la valorizzazione termochimica e biologica degli scarti e gli eFuels. Cercando nuove soluzioni per la cattura della CO2, ci siamo accorti che unendo innovazioni già note in campi distinti, come la chimica e la biologia, e sfruttandone le sinergie, potevamo creare qualcosa di simile a un albero artificiale, con una funzione di cattura e conversione della CO2 mai raggiunta prima. RAPCO2 nasce principalmente dalla volontà di combattere il cambiamento climatico, che riteniamo una minaccia esistenziale per l’umanità, con un processo facilmente dislocabile e scalabile, già nel presente. Le infrastrutture di laboratorio ci hanno permesso di lavorare liberamente al processo per circa 5 anni, con lo sviluppo di un piccolo pilota di laboratorio e la risoluzione di alcune problematiche chiave. Una volta testata l’intuizione e considerate alcune questioni economiche, abbiamo subito capito che ci trovavamo di fronte a qualcosa di nuovo, che consentiva per la prima volta di produrre eFuel dall’aria in modo economicamente sostenibile. RAPCO2 vuole portare sul mercato due prodotti: il primo è BlueLeaf, equivalente ad un ettaro di foresta in grado di catturare la CO2 prodotta in piccoli esercizi commerciali o uffici e che restituisce a RAPCO2 un liquido carico di anidride carbonica; il secondo è eJungle, una sorta di giungla 2.0, equivalente ad 80 BlueLeaf combinati, che invece restituirà un prodotto chimico intrinsecamente sicuro (l’acetato di sodio) e rigenererà in autonomia il materiale di cattura. Infine, RAPCO2 vuole sviluppare il primo impianto di produzione di alcol isopropilico (IPA) dall’aria, la eRefinery, alimentata con CO2 e acetato provenienti, rispettivamente, da BlueLeaf e eJungle. L’IPA è un eFuel sicuro, non tossico, con un potere calorifico superiore a quello degli eFuel oggi proposti (e.g., metanolo o etanolo) e con maggiori potenzialità applicative e di sviluppo commerciale. Ad oggi la tecnologia è a un livello di maturità tecnologica pari a TRL4, ed è attualmente in costruzione (nelle adiacenze degli spazi universitari) un prototipo TRL 5-6 di eRefinery che integra tutti gli aspetti di BlueLeaf, eJungle e conversione in eFuel. Il prototipo, interamente costruito con componentistica industriale standard, sarà in grado di produrre 1 kg al giorno di IPA a partire dalla CO2 catturata nell’ambiente indoor del polo scientifico-didattico, in modo completamente automatizzato. Il completamento della costruzione è previsto per i primi mesi del 2026 con la produzione del primo litro di eFuel entro aprile 2026.